Rapporto di lavoro - Estinzione - Licenziamento individuale - Società cancellata dal registro delle imprese - Conseguenze.

Società di persone - Estinzione della società - Cancellazione della società dal registro delle imprese - Effetti - - Rapporti processuali pendenti - Conseguenze - Soci - Successione a titolo universale. Società - Estinzione della società - Cancellazione dal registro delle imprese (articolo 2495 c.c. ) - Effetti - Dichiarazione di fallimento - Continuazione attività d'impresa - Conseguenze.

Rapporto di lavoro - Estinzione - Licenziamento individuale - Società cancellata dal registro delle imprese - Conseguenze.
Qualora sia in discussione la legittimità del licenziamento intimato dalla società cancellata, l'assenza di un residuo della liquidazione se, da un lato, impedisce la condanna del socio al pagamento delle somme rivendicate dal lavoratore a titolo di risarcimento del danno, dall'altro, non è ostativa alla pronuncia di accertamento dell'illegittimità o dell'inefficacia del recesso, che va resa nel contraddittorio con i soci, nella loro qualità di successori a titolo universale, sia pure “sui generis”, poiché la riscossione di somme residuate alla liquidazione non è condizione per il verificarsi della successione nel rapporto, che si determina in ogni caso, fermo restando, però, il diritto del socio di opporre come limite della sua responsabilità quanto ricevuto all'esito della fase liquidatoria, limite che può eventualmente incidere sul requisito dell'interesse ad agire, ma non su quello della legittimazione passiva.
• Corte di cassazione, sezione lavoro, sentenza 14 giugno 2017 n. 14775

Società di persone - Estinzione della società - Cancellazione della società dal registro delle imprese - Effetti - - Rapporti processuali pendenti - Conseguenze - Soci - Successione a titolo universale.
Poiché con la cancellazione della società di persone dal registro delle imprese si verifica la sua estinzione e, quindi, la sua incapacità di stare in giudizio, qualora l'evento estintivo si produca nel corso del giudizio di cui la società è parte, che non subisce l'interruzione a causa della mancata dichiarazione resa dal difensore, si trasferisce automaticamente ai soci ex art. 110 c.p.c. in qualità di successori a titolo universale, che partecipano della comunione in ordine ai beni residuati dalla liquidazione o sopravvenuti alla cancellazione, la legittimazione sia sostanziale che processuale, sia attiva che passiva; tale automatica trasmissione ai soci riguarda anche gli eventuali procedimenti di esecuzione o di opposizione ad essa.
• Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza 25 maggio 2017 n. 13183

Società - Estinzione della società - Cancellazione dal registro delle imprese (articolo 2495 c.c. ) - Effetti - Dichiarazione di fallimento - Continuazione attività d'impresa - Conseguenze.
Certamente, la cancellazione dal registro delle imprese estingue la società finanche ove non tutti i rapporti giuridici a essa facenti capo siano stati definiti; tuttavia, in tema di dichiarazione di fallimento, ai fini del rispetto del termine di un anno dalla cancellazione dal registro delle imprese previsto dall'art. 10 legge fall., l'iscrizione del decreto con cui il giudice del registro ordina la cancellazione della pregressa cancellazione della società già iscritta nello stesso registro (ex articolo 2191 c.c.) fa presumere, sino a prova contraria, la continuazione delle attività d'impresa, avendo la funzione di attestare che la pubblicità era anteriormente avvenuta in assenza delle condizioni che avevano dato luogo alla cancellazione della società alla data in cui questa era stata iscritta e, poiché è fatta salva la facoltà per il creditore o per il pubblico ministero di dimostrare il momento dell'effettiva cessazione dell'attività da cui decorre il termine apposto dal comma 1 dell'articolo 10 cit., se nella specie è mancata l'estinzione della società, l'istanza di fallimento non deve essere notificata ai soci.
• Corte di cassazione, sezione I, ordinanza 24 maggio 2017 n. 12986

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