L’omesso ovvero il tardivo deposito del ricorso per cassazione a seguito della scadenza del ventesimo giorno dalla notifica del gravame determina la sua improcedibilità, la quale può essere rilevata anche d’ufficio e non esclusa dalla costituzione del resistente, posto che il principio – sancito dall’art. 156 c.p.c. – di non rilevabilità della nullità di un atto per mancato raggiungimento dello scopo si riferisce esclusivamente all’inosservanza di forme in senso stretto e non di termini perentori.