Relazione ex art. 33 l.fall.: pubblicate le Linee Guida del Tribunale di Milano
Sotto l'egida del Tribunale Fallimentare di Milano, una Commissione appositamente costituita – a cui hanno partecipato magistrati del Dipartimento Crisi d'impresa della Procura e un gruppo di professionisti impegnati nelle procedure fallimentari – ha predisposto delle Linee guida, rivolte al curatore fallimentare, in cui sono fornite alcune indicazioni per trattare gli aspetti penali della relazione di cui all'art. 33 L. Fall.
Si tratta della relazione che il curatore deve presentare al Tribunale, e in cui vanno forniti particolari funzionali alla ricostruzione delle cause e circostanze del dissesto, alla diligenza spiegata dal fallito nell'esercizio dell'impresa, alla responsabilità di questi o di altri soggetti e, più in generale, a tutto quanto può interessare le indagini preliminari in sede penale.
Come sottolineato nell'introduzione alle Linee Guida, la relazione rappresenta un atto di notevole rilievo per il P.M., perché costituisce spesso la “notitia criminis” da cui può iniziare il procedimento penale per i reati concorsuali di cui agli artt. 216 L. Fall. e segg.
Proprio per questo è essenziale che contenga una certa quantità e specie di dati, idonei a segnalare, con concisa precisione, i fatti che possono integrare le fattispecie incriminatrici, e, in ogni caso, a indirizzare l'attività della Procura e della polizia giudiziaria.
A tal fine, viene offerto un modello di schema standard per la redazione della relazione, che faciliti la lettura ai destinatari e del quale si raccomanda l'utilizzo anche nei casi in cui ictu oculi non paia agevolmente applicabile.
Secondo la guida, la relazione dovrà esordire con un'introduzione, di dieci/quindici righe, contenente dati quali tipo di impresa, approssimative dimensioni del passivo, previsioni di massimo di realizzo, ricorrenza (o meno) di fatti di penale rilevanza.
24-02-2019 17:17
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