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Sentenza

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Tun.
Il danno biologico

Il sistema di calcolo utilizzato ha fatto sì che i risarcimenti della nuova Tun e delle Tabelle di Milano siano nel complesso piuttosto simili quanto al danno biologico.

Quanto poi alle valutazioni di impatto (in concreto) della nuova curva sul sistema risarcitorio della Rca e della Rc sanitaria, la Tun produce «in concreto, risarcimenti superiori a quelli della Tabella di Milano dal 10 al 36% grado di invalidità e, poi, dall’82 al 100%, mentre prefigura risarcimenti inferiori nella fascia intermedia (dal 36 all’82%)», come ha rilevato il Consiglio di Stato (parere non ostativo 1282/2024). In base ai dati dei sinistri liquidati nel 2023, gli intervalli più favorevoli ai danneggiati (10-36% e 82-100%) rappresentano circa il 93% dei macrolesi del ramo Rc auto e circa il 75% dei danneggiati per quello della Rc sanitaria.

Resta però un sensibile “salto” tra il valore del risarcimento riconosciuto per il nono punto di invalidità, calcolato in forza delle tabelle previste dall’articolo 139 del Codice delle assicurazioni per le lesioni di lieve entità (appunto fino al 9% di invalidità), e il maggiore risarcimento riconosciuto dalla nuova Tun per il decimo punto (2.178,80 euro per il nono punto contro 2.612,40 euro per il decimo). Una differenza che potrebbe dar luogo a condotte opportunistiche.

Quanto al danno biologico da invalidità temporanea, poi, si prevede un importo pro die di 55,24 euro, su cui potrà incidere un incremento a titolo di danno morale compreso tra il 30 e il 60 per cento. Ciò comporta un cospicuo abbattimento rispetto ai valori attuali della tabella milanese.
Avv. Antonino Sugamele

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