L’ostetrica che non comunica in tempo ai medici il peggioramento della situazione di una gravidanza (con la nascita di un neonato con gravissime patologie) decreta la responsabilità dell’intera struttura ospedaliera.
Corte Suprema CassaziLa responsabilità dell’ostetrica
Al centro della vicenda c’è un principio fondamentale: l’ostetrica non ha il compito di prendere decisioni mediche come il parto cesareo, ma ha il dovere di riconoscere tempestivamente i segnali di rischio e chiamare il medico. Nel caso esaminato, i giudici hanno ritenuto che il personale ostetrico non abbia agito con la necessaria rapidità. Di fronte a segnali di sofferenza del feto, sarebbe stato necessario allertare subito il ginecologo, permettendo un intervento più rapido.
Il danno
Questo ritardo, secondo i consulenti e i giudici, ha contribuito al verificarsi del danno, poi risultato gravissimo per il neonato. La Cassazione, quindi, ha enunciato il seguente principio: anche senza compiere direttamente l’atto medico, l’ostetrica è responsabile se non segnala per tempo una situazione pericolosa. Quindi la responsabilità non deriva solo da ciò che si fa, ma anche da ciò che si omette di fare.
La decisione rafforza l’idea che, nelle situazioni di emergenza durante il parto, la tempestività e la collaborazione tra personale sanitario sono essenziali per tutelare la salute di madre e bambino.one Sezione 3 Civile ordinanza nr 8252 del 2026
04-04-2026 13:31
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